Il "Perdòn de Barbana"

Il ritorno



In perpetuo ed uno per famiglia : la fedeltà al voto fatto dai Padri nel lontano 1237 si è ripetuta con una grande partecipazione di popolo, nella processione votiva e comunitaria della prima domenica di luglio. Il lento corteo di barche della flottiglia gradese, legate le une alle altre si è mossa dal bacino interno del porto allorché Francesco Facchinetti, presidente dell’Associazione Portatori della Madonna di Barbana, che dal lontano 1982 organizza il voto ha pronunciato l’antico grido: “In nome de Dio: avanti!”. La banda civica ha intonato l’Adagio a Maria n°1, opera musicale di Francesco Czubert che dal 1860 ritma musicalmente il rito, con sempre maggiore fede e devozione. Tra i trasognati fondali della laguna, sotto il caldo sole di luglio, con una canicolare afa, l’immagine della Madonna degli Angeli è passata fra due ali di folla plaudente e commossa per recarsi all’isola-santuario, chiesa mariana e giubilare diocesana per sciogliere quell’antica promessa che è un fatto etico, religioso, devozionale. Un mix che richiama folle di turisti, che sin dalle prime ore del mattino cerca fra i capibarca gli agognati biglietti per poter condividere con i gradesi il voto. La suggestività delle barche pavesate ed infiorate a festa, le lenzuola appese ai balconi, segni esteriori di una fede popolare profonda hanno suscitato una entità di indescrivibili emozioni, che non è stato facile raccontare più tardi, anche per l’arcivescovo Dino. Lui, figlio di pescatori ha ritrovato i colori della sua Chioggia, così cara al cuore e alla devozione popolare che si ritrova fra i pescatori, la gente del mare, così semplice ed umile come quei Padri del 1237. Una fede ed un voto comunitario che ha sottolineato monsignor De Antoni nell’omelia, che fa riflettere profondamente e che è segno vivo dell’essere comunità. Le corde che trainavano la barca-ammiraglia, l’Ortensia di Filippo Ragna sono il segno di una fede che unisce, nella devozione alla Regina del Mare  e della laguna gradese. Al termine della concelebrazione eucaristica, presieduta dall’arcivescovo De Antoni, il sindaco Marin, dopo un breve excursus storico ha consegnato al Padre Guardiano del Santuario, padre Marciano Fontana, il tradizionale obolo della comunità gradese, segno tangibile del voto fatto dai Padri. Ma il Duemila sarà oltrechè l’Anno Giubilare, sarà quello della “Peregrinatio” della antica Immagine della Madonna di Barbana che toccherà dal 5 agosto all’8 settembre Lignano, Bilione, Portorose, Muggia e Grado. Un segno di fede che Grado confermerà nella prima settimana di settembre: una devozione plurisecolare che non ha bisogno di conferme, dopo questo Perdòn vissuto con autentica devozione mariana e fede semplice.

 

T.T.