Una superba presentazione nell’elegante sala
dello Scrutinio di Palazzo Ducale ( Piazza San Marco a Venezia) ha
richiamato e riavvicinato due comunità quella veneziana appunto, e
quella gradese ( che un tempo in barca, lungo i canali ripercorrendo gli
antichi tracciati lagunari insisteva sul grande legame tra la figlia
nobile, Venezia mentre la madre sempre più destinata a vivere di luce
riflessa nonchè a subire la migrazione delle famiglie pronte a
raggiungere Rivoalto ( l’attuale Venezia) e una su tutte la famiglia
dei Gradenigo.
Le comunità lagunari di Venezia e Grado si sono ritrovate
per una mostra, allestita nelle sale Monumentali della Biblioteca
Marciana – libreria Sansoviniana , inserita nel percorso integrato dei
musei di Piazza San Marco. Il saluto dell’assessore alla cultura del
comune di Venezia, il Professor Cortese preceduto dal direttore dei
musei Giandomenico Romanelli, rivolto ad una platea di diverse centinaia
di presenti con una
massiccia presenza isolana accompagnati dal parroco Armando Zorzin che
conserva il secolare titolo di Monsignore nonché il diritto di
partecipare al capitolo marciano. Presente il presidente del Consiglio
regionale Friuli Venezia Giulia, Martini, il vicepresidente dell’Apt
di Grado e Aquileia Oriti, il sindaco di Aquileia Comelli.
Venezia ha accolto la comunità gradese nella casa del Doge, casa di
tutti i veneziani. I gradesi che da sempre hanno conservato il loro
animo veneziano si sono davvero sentiti a casa propria. Il sindaco
Roberto Marin ha ringraziato le autorità e i presenti per la splendida
cornice insistendo nei suoi ringraziamenti per il direttore della
Biblioteca Marcai, il professor Marino Zorzi che ha davvero partecipato
con passione alla strutturazione di una mostra davvero di qualità
eccellente. Da parte del primo cittadino di Grado al sindaco di Venezia
è giunta in dono una formella dell’artista gradese Dino Facchinetti
per ricordare l’avvenimento e al direttore Zorzi il volume degli
ospiti di Grado.
Marino De Grassi editore di un catalogo che ogni famiglia gradese dovrebbe
poter sfoggiare, meglio sfogliare in casa, non si è lasciato sfuggire
l’occasione per ringraziare l’esercito di autorevoli personaggi che
hanno lavorato per raccogliere le vicende di Grado, il legami con
Venezia e al presenza collante della famiglia Gradenigo.
Degrassi ha ringraziato l’amministrazione comunale gradese e
veneziana, i musei, due ex
sindaci presenti ( Reverdito e Zanetti) “ due personaggi sensibili
alle vicende culturali”. Presente all’inaugurazione anche l’ultimo
erede dei Gradenigo, Michele, che ha prestato le insegne di conte,
ricevute da Napoleone, e anche al nobile Gradenigo il ringraziamento di
De Grassi, dell’Edizione della Laguna un nome che raccoglie sotto una
unica bandiera Venezia e Grado. Al direttore della Marciana Zorzi
l’intervento storico prima del taglio del nastro ufficiale , con un
tuffo storico davvero di rara bellezza :
La mostra tratta degli antichi,
secolari rapporti tra Grado e Venezia. Grado è già importante in età
romana, in quanto porto di Aquileia, mentre Rivoalto (la futura Venezia)
è soltanto uno dei vari centri lagunari di cui parla Cassiodoro, sedi
di pescatori, salinai, commercianti. Nel 452 Attila devasta Aquileia;
Grado, rifugio degli Aquileiesi, si arricchisce di nobili edifici. Ma la
data decisiva è quella dell'invasione longobarda. Il patriarca Paolo (o
Paolino) ripara a Grado, nel 569, con le reliquie dei santi e il tesoro
della chiesa: Grado diviene sede metropolitica. Qui il patriarca Elia
convoca nel 579 un grande sinodo, cui partecipano diciotto vescovi
suffraganei, provenienti da terre vicine (il Veneto, l'Istria), ma anche
lontane, che oggi si chiamano Carinzia, Slovenia, Ungheria, Tirolo.
Rivoalto è ancora nell'ombra. Ma nell'810 vi si trasferisce il governo
della provincia bizantina, il ducatus Venetìae, ormai ridotta alle sole
lagune; nell'828 viene trasportato a Rivoalto il corpo dell'evangelista
Marco. Sede del governo e dotata di un simbolo sacro di straordinaria
forza ideale, Rivoalto si avvia a diventare la prima delle comunità
lagunari, assorbendo in sé il potere politico, civile e anche
religioso. Di conseguenza il nome Venetia, che prima si riferiva
all'intera regione, poi al ducato, finì su col designare la sola
capitale, Rivoalto. Grado declina, ma rimane sede prestigiosa del
patriarcato, sino al 1451, anno in cui il titolo passa a Venezia, erede
quindi di Aquileia e di Grado.
Il declino di Grado è dovuto anche all'esodo delle più eminenti
famiglie gradensi alla volta della capitale: le antiche cronache ne
elencano ventisette, fra le quali la più illustre è casa Gradenigo. I
Gradenigo, forti del loro potere e prestigio, divengono nella
tradizione, attestata dalle cronache antiche, addirittura i fondatori di
Grado. Data l'immedesimazione fra Grado e i Gradenigo, la mostra dedica
ad essi ampio spazio, seguendone le vicende sino all'Ottocento. Il
dipinto di Giacomo Galletti, bene evidenziato all’ingresso delle sale,
riassume il consolidato convincimento circa l'antico rapporto tra
Aquileia, Grado e i Gradenigo.
Fra i possibili materiali a disposizione, la mostra privilegia le
antiche cronache: una fonte di straordinario interesse, non solo per le
notizie che esse trasmettono, ma anche perché vi è documentato il modo
in cui i Veneti di allora vedevano se stessi e gli eventi, la cui
narrazione essi spesso costruivano a misura dei loro interessi o delle
finalità politiche da essi perseguite.
Alcuni dei manoscritti esposti rivestono un'importanza senza eguali per
la storia e per la cultura veneziana.
Da
segnalare con grande soddisfazione che il prezioso catalogo “Grado,
Venezia, i Gradenigo ( Ed della Laguna) vanta l’apporto di quattro
gradesi: Marino De Grassi,
Massimo De Grassi; Mauro Gadi e Bruno Scaramuzza.
«Grado,
Venezia, i Gradenigo», organizzata dalla Biblioteca Marciana in
collaborazione con il Comune di Grado. Rimarrà aperta al pubblico dal
primo giugno al 22 di luglio con una piacevole isola …nell’isola:
dal 14 luglio al 16 settembre a Grado nella sala mostre del palazzo
municipale in Piazza Biagio Marin.
Leonardo
Tognon
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