Apprendiamo
dalla cronaca di Grado che la giunta dell'attuale maggioranza
consiliare (Alleanza Nazionale) ha
riproposto il parcheggio di automobili in laguna. L'incredibile
idea di urbanizzare con un parcheggio l'ambiente lagunare aveva
già a suo tempo sollevato le giuste rimostranze di cittadini
gradesi e ospiti anche stranieri, delle associazioni
ambientaliste nazionali e di uomini di cultura, suscitava la
preoccupata attenzione del ministero dell'ambiente e la
contrarietà di partiti politici.
Tutto ciò era valso a far fortunatamente riflettere circa
l'immenso danno di una tale dirompente realizzazione nella
storia di Grado. E sembrava infatti che il progetto fosse stato
giustamente abbandonato, tant'è che lo stesso sindaco e alcuni
consiglieri della maggioranza avevano avvalorato l'abbandono
dell'idea parlando privatamente in tal senso addirittura con uno
dei sottoscrittori delle critiche all'epoca avanzate.
Cittadini gradesi e ospiti si trovano dunque nuovamente davanti
a un Comune che pare non tenere in alcun conto l'obbligo sociale
e politico di salvaguardare i tesori dell'ambiente naturale di
Grado. Non è possibile qualificare altrimenti l'ipotesi della
riattualizzazione dei progetto che era stato abbandonato di
fronte alle valide ragioni da più parti rappresentate.
Ricordiamo, a titolo collaborativo verso l'amministrazione
civica, solo alcune di queste ragioni a cominciare dalle belle
visuali dell'isola e della lacuna che ne verrebbero compromesse
e deturpate (il che dovrebbe interessare non poco stante che
Grado vive di turismo). La costruzione dell'isola artificiale
per il parcheggio lungo la principale bocca lagunare, oltre che
l'inizio di una improponibile e assurda urbanizzazione del comparto
lagunare, comporterebbe la cementificazione della sponda
settentrionale dei canale (come già
fatto per quella opposta) con gravi danni agli equilibri
idraulici e sedimentologici, nonché all'abitato anche in
relazione al fenomeno dell'acqua alta. Le zone in questione sono
di grande importanza archeologica: durante alcuni lavori di
dragaggio è infatti emersa una grande quantità di legname, che
gli studiosi ipotizzarono appartenere a un ponte di epoca
romana, in allineamento con l'antica strada, ora sotto il
livello mediomare, che portava ad Aquileia attraverso l'odierna
laguna. Ad ogni buon conto più che risolvere il problema dei
parcheggi, verrebbe così solo aggravato il traffico sulla
translagunare nord-sud, stretta com'è e di carattere
eminentemente panoramico con la prospettiva di piste ciclabili e
pedonali, quale attrattiva turistica in netto contrasto con un
traffico continuo, inquinante e caotico. I parcheggi, sia in
relazione ai finanziamenti già accordati dalla Regione, sia con
riferimento alle promesse elettorali del partito dei sindaco
attuale, sono peraltro previsti in direttrice est dove è molto
più facile, funzionale ed economico realizzare attrezzature di
questo tipo. E’ un controsenso, quindi, insistere ancora sul
parcheggio in laguna. Va vista con grande preoccupazione
!'aggressione veicolare a Grado e alla laguna da nord, mentre
dovrebbe essere compresa la necessità di prevedere sulla
direttrice est (autostrada, aeroporto, Mitteleuropa ed ex Paesi
dell'est, ecc.) le soluzioni traffico‑ servizi. Non va
infine dimenticato che il turismo di qualità, cui Grado ha
sempre aspirato, è indissolubilmente connesso alla salvaguardia
dell'ambiente.
C'è veramente da chiedersi, dal momento che la volontà dei
parcheggio in laguna è già tornata fuori di nuovo a breve
distanza di tempo, se vi sia in tutti i responsabili la
consapevolezza delle gravissime conseguenze di questa ipotesi di
intervento; e con quali valide motivazioni la nostra Regione e
le altre istituzioni competenti (Magistrato alle Acque,
Ministeri, ecc.) potrebbero approvarla.
cav.
Augusto C. Marocco
(studioso del dialetto e di storia locale)
rag.
Mario Toso
(già Vice Segretario del Comune di Grado)
dott.
prof. Ruggero Marocco
(geologo, autore di diverse pubblicazioni
scientifiche anche sulla Laguna di Grado)
dott.
arch. Pietro Marin
(ambientalista)
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